L’IMPORTANZA DI CHIEDERE AIUTO

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Tutti gli esseri umani prima o poi nel corso della loro vita si trovano ad imbattersi in unmomento di impasse: disagio, confusione, tristezza, apatia, malessere…

In tutti questi casi un’alternativa al pessimismo, allo stress ed alla frustrazione può essere rappresentata dalla scelta di riconquistare la propria serenità, attraverso unpercorso di autoconoscenza e di evoluzione personale.

Troppo spesso però le persone si limitano nella propria possibilità di intervenire e di stare meglio, perché purtroppo percepiscono il bisogno di chiedere aiuto come una sconfitta, come  un segno di debolezza. Si pensa infatti, erroneamente, di dovercela fare da soli, sempre; ma a volte i costi di questo pensiero disfunzionale sono davvero alti ed il disagio non fa che autoalimentarsi e peggiorare.

Oppure quello che blocca nel rivolgersi ad un professionista della relazione d’aiuto è l’assenza di fiducia, la paura di essere tradito, ingannato, non compreso appieno.      In effetti la fiducia è alla base di un’efficace alleanza di lavoro, per questo è sempre buono dedicare un tempo al pre-contatto, ovvero alla reciproca conoscenza.

Personalmente propongo sempre ai miei utenti tre colloqui, che sono preliminari all’inizio vero e proprio del percorso insieme; si tratta di tre incontri durante i quali loro hanno modo di testare se sono in grado di riporre la loro fiducia in me, ed io, a mia volta, di valutare se li ritengo davvero motivati ed idonei a poter intraprendere un percorso di counseling.

Infine, tra gli scogli in cui ci si può imbattere prima di arrivare a chiedere un sostegno, ce n’è un altro da annoverare; infatti, purtroppo, ancora oggi, bisogna fare i conti con lo stigma della pazzia: ci sono persone che continuano a vergognarsi di dover chiedere aiuto, pensando che questo equivalga ad essere giudicato “matto”, ad avere un disturbo mentale, una patologia.

Nulla di più erroneo, soprattutto rispetto al counseling, che nasce invece proprio come disciplina votata alla salutogenesi: alla promozione del benessere.

Il counseling infatti incentra il proprio intervento sull’empowerment, sul potenziamento delle risorse personali, che è possibile solo a partire da una profonda conoscenza edaccettazione. E‘ rivolto quindi a persone normalissime, che, proprio perché tali, si trovano a dover affrontare nel corso della loro esistenza momenti di difficoltà.

Alla luce di tutto ciò, riuscire a chiedere aiuto non può che essere letto come una una dimostrazione di forza: ci si ascolta, si percepisce il proprio disagio e si decidere di affrontarlo per recuperare il proprio benessere; fare questo significa attivarsi per riappropriarsi della possibilità  di vivere un’esistenza serena ed appagante.

In conclusione, possiamo dire dunque che chi riesce a superare queste remore e sceglie di aiutarsi ha già compiuto un primo importante passo verso il benessere!