L’ASSERTIVITA’ SI IMPARA

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assertività si può apprendere a qualunque età: possiamo infatti allenarci per diventare sempre più assertivi oppure apprenderlo del tutto!

Ma facciamo un passo indietro….

Cosa vuol dire essere assertivi? Semplicemente essere in contatto con i nostri realibisogni e desideri e non reprimerli, ma riuscire a comunicarli agli altri con convinzione e fermezza.

Dire sì solo quando quel è veramente autentico, sincero, sentito.

Parola d’ordine dunque non reprimere, ma manifestare, seppur nel rispetto dellʼaltro, ciò che noi desideriamo o necessitiamo.

Spesso le persone temono di offendere, di essere giudicate, di essere isolate o di perdere la stima e lʼamore degli altri se disattendono le loro aspettative e allora si piegano e annuiscono anche se arriva netto, come un pugno alla bocca dello stomaco, il segnale che stanno “violentando se stesse”.

In quest’ottica è importante invogliare i bambini, fin da molto piccoli, ad esprimersi e a manifestare i propri bisogni e le proprie preferenze, legittimandole; tutto ciò nei limiti del possibile ovviamente (per esempio un bambino di 3 anni non potrà decidere cosa indossare, perché potrebbe scegliere una canottiera da spiaggia a novembre, ma gli si potrebbe sempre chiedere se quella mattina si sente più propenso ad un golfino rosso con lʼuomo ragno oppure ad uno blu con i teletubbies).

In questo modo i piccoli cresceranno con la convinzione di essere autorizzati a manisfestare il proprio sé, senza il timore di essere repressi, puniti o derisi.

Le persone scarsamente assertive purtroppo fanno molta difficoltà a comprendere quando un loro bisogno o una loro sensazione siano legittimi: li ritengono spesso poco importanti, superflui, fonte di disturbo.

Molto spesso ad inibirli è anche la paura del conflitto: hanno appreso che il conflitto è altamente rischioso e infinitamente spiacevole, per cui sono disposti a pagare qualsiasi prezzo pur di evitarlo.

Ovviamente tale inibizione causa delle sensazioni negative ed il tentativo di reprimerle all’interno di se stessi pùò comportare lo sviluppo di una sofferenza: sentimenti di fallimento, scarsa autostima, insicurezza ed autosvalutazione.

La modalità di relazione assertiva invece non ha come obiettivo quello di evitare il conflitto a tutti i costi: lo affronta puntando ad una risoluzione positiva, ossia cerca di integrare le posizioni divergenti degli interlocutori in una soluzione che tenga presenti entrambi i punti di vista e che possa essere funzionale per entrambe le parti.

Quando si parla di assertività è importante sottolineare quanto essa sia necessaria per poter raggiungere i propri obiettivi: rappresenta infatti una fonte di nutrimento per  il nostro senso di autoefficacia.

L’assertività ci dà la sensazione di muoverci nel mondo con sicurezza ed un senso di serenità.

Rappresenta un punto di equilibrio fra uno stile comunicativo passivo (mi piego sempre al volere degli altri) ed uno aggressivo (voglio sempre piegare gl ialtri al mio volere), perché in realtà un compromesso che tenga in considerazione i bisogni di entrambe le parti molto spesso è possibile.

Durante un percorso di counseling si può apprendere, attarverso lo scambio con lʼoperatore, a darsi finalmente il permesso di esprimersi, certi di trovare un ambiente accettante e non giudicante; si sperimenta cioè  nel microcosmo della relazione di counseling cosa significhi potersi rispettare ed amare, arrivando quindi a non rinnegare più se stessi!