QUESTO VIAGGIO CHIAMATO VITA

 barchetta_solitaria_al_tramonto1-1024x576

Quando non siamo in contatto con i nostri bisogni e desideri affrontiamo la vita senza remi e senza timone.”*

La vita è un viaggio… ma che ci porta dove? Non lo sappiamo, non ci è dato saperlo, è il più grande mistero con cui dobbiamo fare i conti; chi ha il dono della fedecrede in una vita futura, ma per chi invece ne è privo l’unica certezza è che abbiamo del  tempo, limitato, a nostra disposizione.

Come utilizzare al meglio questo tempo allora?

Potremmo utilizzarlo per fare tanti soldi, per far carriera, per raggiungere posizioni di potere, per essere ammirati, per sfoggiare le nostre conquiste, ma anche perautoaccusarci dicendoci che siamo inadeguati, che non facciamo mai abbastanza, oppure arrabbiandoci di continuo con gli altri perché non riescono a soddisfare le nostre aspettative e a renderci felici.

Altrimenti c’è un’altra alternativa:  potremmo utilizzare questo tempo e questa meravigliosa opportunità per EVOLVERCI, per crescere, non solo fisicamente, maumanamente.

Potremmo cioè attuare uno sviluppo che definire psicologico è forse riduttivo, si tratta infatti di una vera e propria “espansione dell’anima”.

Come esseri umani abbiamo la possibilità di intraprendere un percorso interiore che ci consente di contattarci nella nostra natura profonda e di imparare a conoscerci nella nostra più intima essenza:  ad avere  cioè una relazione intima con noi stessi.

Possiamo imparare ad accettarci per ciò che siamo, ad accogliere le nostre sofferenze, a desiderare una crescita, uno sviluppo, un’evoluzione, non solo per stare bene, ma per vivere più pienamente: per riuscire a godere appieno delle relazioni umane, per essere soddisfatti di NOI, del nostro ESSERE, non delle nostre performance, della nostra immagine o del nostro conto in banca.

Ciò sopra descritto equivale a quello che Carl Rogers, (uno dei padri della psicoterapia umanistica) chiamava la “tendenza attualizzante”, la spinta e la possibilità di cui dispone l’essere umano di vivere pienamente e di diventare davvero se stesso.

Si tratta infatti di una tendenza che porta l’individuo ad affrontare anche le difficoltàper andare verso una sempre maggiore autonomia, maturità e realizzazione.

Che fare allora? Lasciarsi vivere sotto il peso dei condizionamenti, di ciò che dovremmo essere, di ciò che gli altri si aspettano da noi, del nostro stesso giudizio critico e persecutorio o invece impare  l’arte di  VIVERE CONSAPEVOLEMENTE?

Possiamo compiere una scelta, sta solo a noi decidere, rientra nella nostraRESPONSABILITA’ PERSONALE.

Vivere consapevolmente è più difficile, certamente, significa fare i conti con i proprifantasmi, con le proprie paure, angosce, fragilità, ma lasciarsi vivere equivale in realtà a vivere una vita a metà, una vita in cui si rinuncia ad attingere appieno al proprio potenziale umano.

E’ possibile intraprendere questo percorso evolutivo in qualsiasi momento della nostra vita. Non ci sono limiti d’età, perché l’essere umano continua ad apprendere e acambiare fino all’ultimo giorno della sua vita.

Lo si può fare da soli, oppure si può scegliere di farsi accompagnare e sostenere da una professionista della relazione d’aiuto, o da un gruppo di evoluzione e crescita.

C’è sempre il timore che riconoscendo le nostre paure queste possano sopraffarci e dirigere la nostra vita. Ma immergendoci in esse, in realtà accresciamo il nostro potere e costruiamo un maggiore rispetto per noi stessi”**

*Nathaniel Branden, L’arte di vivere consapevolmente, Milano, Corbaccio, 2006

** Carl R. Rogers, David E. Russell, Carl Rogers: un rivoluzionario silenzioso, Molfetta, Edizioni La Meridiana, 2006

*** Krishnananda e Amana, A tu per tu con la paura, Milano, Feltrinelli, 2006