LOVE ADDICTION COUNSELING

La dipendenza affettiva (love addiction) è un fenomeno decisamente complesso, si declina infatti in molteplici forme: dipendenza dalla persona, dipendenza dalla relazione,  dipendenza dal bisogno di sedurre, codipendenza, ecc...

Sostanzialmente, essere dipendente affettivo significa non essere in grado di autodeterminare il proprio benessere emotivo, che appunto dipende da qualcun altro; non necessariamente un partner, come si è erroneamente pensati a credere: è possibile infatti sviluppare una dipendenza affettiva anche nei confronti di un figlio, di un genitore, o di un amico (Peabody, 1989).

L’essere dipendenti priva della libertà di essere autentici e spontanei e comporta l’assunzione di un comportamento condizionato, caratterizzato da un’ansia divorante, da un bisogno di controllo sulla persona oggetto d’amore, e soprattutto, da una terribile paura dell’abbandono, che spinge a sopportare qualsiasi tipo di trascuratezza, abuso o maltrattamento.

TRATTI TIPICI DI UN DIPENDENTE AFFETTIVO 

Esistono una serie di pensieri, comportamenti ed emozioni che caratterizzano dipendenti affettivi di diversi tipi:

  • Paura di essere inadeguati a meritare o mantenere un importante legame affettivo.
  • Senso generale di disistima in se stessi
  • Idealizzazione della persona amata, la cui sola vicinanza è in grado di fornire benessere al dipendente.
  • Sottomissione caratteriale e tolleranza verso gli aspetti “negativi” della persona amata.
  • Riduzione progressiva dei contatti affettivi e sociali a favore del rapporto di dipendenza.
  • Dolore angoscioso ad ogni separazione o possibile abbandono.
  • Tendenza ad assumersi le colpe nelle crisi di rapporto.

COSA AVVIENE IN UN PERCORSO DI COUNSELING “SU MISURA”?

Lo studio approfondito di questa tematica e l’esperienza diretta come agevolatore (helper) nel gruppo di autoaiuto per la dipendenza affettiva (G.A.D.A.),  mi hanno portato a definire un percorso di lavoro dedicato proprio a coloro che soffrono di  questo disagio.

Attraverso uno o più cicli di incontri, è possibile lavorare su diversi obiettivi, mirati proprio a contrastare la dipendenza affettiva, tra questi:

  • Sviluppare  la capacità dei delineare un confine netto tra sé e gli altri (riuscendo in tal modo a contattarsi e a rispettarsi maggiormente)
  • migliorare la sicurezza in se stessi e l’autostima
  • sviluppare la capacità di pensare di più a sé i e ai propri bisogni
  • contrastare il senso di impotenza e di inadeguatezza
  • imparare a gestire paure ed emozioni negative che caratterizzano il dipendente (la paura della perdita e dell’abbandono, la gelosia, il senso di colpa, i pensieri catastrofici)

Per accelerare il processo di evoluzione e crescita innescato dal lavoro di counseling individuale, può essere utile affiancarlo alla frequenza di un gruppo di autoaiuto (http://dipendenzaffettivaroma.blogspot.it/), o ad un gruppo di counseling dedicato proprio a questa tematica.

E’ necessario invece ricorrere alla psicoterapia qualora il disagio affettivo-relazionale si presenti in forme estreme e sia accompagnato da una sintomatologia riconducibile a dei veri e propri disturbi (attacchi di panico, disturbi alimentari, stati depressivi, ossessioni, ecc…).