CONOSCERE SE STESSI PER AVVICINARSI ALL’ALTRO

CONOSCERSI-300x225La difficoltà a stare in relazione in modo appagante, in amore come nelle amicizie, spesso dipende dall’incapacità di stabilire un confine netto (e al tempo stesso  parzialmente permeabile)  tra noi e l’altro.

La percezione di questa “mancanza di protezione” ci fa sentire in pericolo, per cui ci si tiene a distanza, oppure si intessono relazioni su di un piano molto superficiale, per la paura di annullarsi, di perdersi nell’altro.

Si indossa cioè un’armatura protettiva per proteggere la propria vulnerabilità.

Nell’unione simbiotica, al contrario, esiste un’intimità solo apparente, dove i due sé sono imprigionati in un “noi fusionale”: i confini dell’io infatti sono stati totalmente cancellati e la persona non è più in grado di avere un dialogo interno, ovvero di essere in contatto con se stessa.

Relazioni di questo tipo non sono in grado di soddisfare realmente i nostri bisogni affettivi di attaccamento e ci lasciano il più delle volte frustrati ed insoddisfatti.

Un’identità solida e coesa  non teme invece di essere “inglobata” o “invasa” dall’altro, per cui osa avvicinarsi, certa di poter modulare vicinanza/distanza a seconda del proprio sentire e delle diverse circostanze esterne.

Ma cosa è possibile fare allora per superare tale difficoltà qualora presente?

Per sentirsi sicuri occorre conoscere se stessi, o meglio “riconciliarsi con se stessi, nel senso di aver sperimentato e consolidato l’autostima e l’amore di sé. […] La prima risorsa siamo noi stessi. E’ quindi indispensabile la conoscenza di sé “1 

Il conoscersi nella propria più intima essenza passa attraverso un’esplorazione del proprio mondo interiore, esplorazione difficilmente realizzabile in totale autonomia.

Nel contesto della relazione d’aiuto invece, l’altro, il professionista, ci fa da specchio ci riflette e ci rimanda i nostri sentimenti, i nostri dubbi i nostri conflitti interiori, permettendoci a poco a poco di fare chiarezza, di iniziare a vedere nitidamente chi siamo e cosa vogliamo davvero: ci agevola quindi nell’ accoglierci e nell’accettarci.

Colui che vuole essere più autentico, si sforza di percepire nel modo più chiaro possibile le proprie sensazioni ed esperienze e il significato che esse rivestono, senza rinnegarne alcuna, ma cercando di vederle il più possibile in trasparenza”. 2

Questo percorso verso la consapevolezza ci rafforza e ci rende poi meno timorosi di dar vita ad una relazione intima, dove per intimità si intende la capacità di potersimanifestare autenticamente nelle proprie fragilità, imperfezioni, paure, limiti, ma anche di poter condividere appieno gioie e soddisfazioni.

Una relazione intima è improntata al calore umano e al senso di appartenenza da cui “[..] nasce una più viva sicurezza che sbiadisce il senso di minaccia e cancella l’ostilità autodifensiva [..]”3.

Il cambiamento è possibile a qualsiasi età, basta desiderarlo profondamente, perché come dice Gusti:

La crescita non potrà mai avvenire se aspettiamo passivamente che qualcosa accada, trasformando la nostra esistenza […] Occorre prima di tutto volere il cambiamento, poi bisogna sudarselo. Se non modifichiamo qualcosa in noi stessi, è impossibile realizzare modificazioni significative nella nostra vita. […] Capire meglio noi stessi per meglio soddisfare i nostri bisogni esistenziali e quelli di chi ci è vicino” 4.

1 Giusti E. , Ritrovarsi prima di cercare l’altro, Roma, Sovera, 2007

2 Ivi

3 Ivi

IviCONOSCERE